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LEGGE 19 ottobre 2015, n. 173

Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, sul diritto alla continuita' affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare. (15G00187)

1. La legge intende offrire gli strumenti per risolvere un problema, noto da tempo, presentatosi nell'applicazione delle norme in materia di affidamento dei minori. L'istituto dell'affidamento ha l'obiettivo di permettere al minore di essere reintegrato nella propria famiglia, e la sua differenza dall'adozione non potrebbe essere più chiara, essendo quest'ultimo volto a dare una nuova famiglia, in maniera irreversibile, ad un bambino in stato di abbandono. La disciplina dei due istituti, contenuta nella legge 184/1983, ha rispecchiato, fino ad ora, questa netta distinzione, poichè se l'affidamento venisse inteso come una via per giungere all'adozione tradirebbe il suo scopo, creando aspettative che andrebbero deluse, con effetti deleteri per tutti i soggetti coinvolti, e in particolare per il minore. Tuttavia, la realtà del disagio familiare, nella nostra società sempre più complessa, deve essere affrontata, anche ripensando gli strumenti destinati a fronteggiarla.

L'affidamento, in particolare, sempre più frequentemente si prolunga nel tempo, ben oltre i ventiquattro mesi, piùl'eventuale proroga, previsti dalla legge 184/1983, in attesa che la situazione iniziale della famiglia di origine evolva in modo positivo, obiettivo del quale spesso, a distanza di anni, si deve constatare il fallimento. Nel 2011 quasi il 60% degli affidamenti avevano superato la soglia dei due anni, mentre in un numero elevato di casi la situazione critica che aveva giustificato l'allontanamento dalla famiglia di origine si era risolta negativamente e il minore era stato dichiarato adottabile. A questo punto, secondo lo schema della legge 183/1984, il bambino dovrebbe essere spostato sul binario dell'adozione, e alla fine del percorso troverebbe ad attenderlo una terza famiglia. E' del tutto evidente che durante un affidamento prolungato il bambino cresce e crea legami di affetto e fiducia con la famiglia che lo ha accolto, e una nuova separazione potrebbe creare traumi dall'esito imprevedibile.

Il nuovo comma 5-bis dell'art. 4, l. 184/1983 dispone che se durante un prolungato periodo di affidamento il minore viene dichiarato adottabile e la famiglia affidataria, avendo i requisiti richiesti dall'articolo 6, chiede di adottarlo, il tribunale tiene conto dei legami affettivi significativi e del rapporto stabile e duraturo consolidatosi tra il minore e la famiglia affidataria.

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